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In attesa di Warhammer 40,000: Dawn of War IV

In attesa di Warhammer 40,000 Dawn of War IV

Warhammer 40,000: Dawn of War IV, con i suoi quattro agguerriti eserciti, si presenta subito come uno dei più attesi RTS del 2026. Questo nuovo capitolo corre al salvataggio di una saga, quella di Dawn of War, iniziata gloriosamente nel 2004 ed entrata in crisi col terzo gioco, che nel 2017 deluse gran parte del suo pubblico.

Per alcuni anni i fans si sono chiesti se Dawn of War, col suo apprezzato modello di gioco, avrebbe mai avuto seguito.

La sfida è stata raccolta da King Art Games, software house tedesca apparsa sulla scena RTS con Iron Harvest 1920+.

I primi video e immagini rilasciate hanno entusiasmato la platea.

La promessa di un vero ritorno ai fasti del primo capitolo ha acceso grandi speranze. Fu proprio il primo Dawn of War a introdurmi all’universo del 40k più di vent’anni fa. Per me e per molti altri, DoW” scrisse le regole di una solida, pirotecnica trasposizione di giochi e libri di Games Workshop. C’era tutto: atmosfera cupa, campi di battaglia deserti e segnati da crateri, città imperiali in rovina, combattimenti spietati e senza quartiere, armi sgargianti, preghiere all’Imperatore e feroci, esagerati nemici mortali dell’umanità. Bisogna ricordare anche l’ottima colonna sonora di Jeremy Soule.

Almeno per me, parte del fascino del 40k sta in quel look colorato e sopra le righe che strappa un sorriso o una risata e ci riporta alla consapevolezza che giochiamo per divertirci. L’universo terribile e grimdark di Games Workshop non va mai preso troppo sul serio, eppure resta unico e affascinante.

King Art Games promette di costruire sui celebrati punti di forza della saga.

In Dawn of War IV fa il suo ritorno la costruzione della base, incluse fortificazioni e strutture difensive. Un altro pilastro della formula erano le cosiddette “sync kill”, spettacolari animazioni in cui due unità coinvolte in una mischia duellano brevemente nel mezzo del campo di battaglia. Lo scontro si conclude col sanguinoso, coreografico trionfo del contendente a cui sono rimasti punti ferita.

King Art avrebbe escogitato un sistema innovativo per estendere il sistema a tutte le unità in gioco, in ogni momento della battaglia, e offrire un repertorio estremamente vario di mosse micidiali.

Le fazioni in gioco questa volta saranno quattro: Space Marines, Orki, Necron e per la prima volta nella saga, l’Adeptus Mechanicus. Tutti scenderanno in campo con le loro armi, equipaggiamenti (wargear) e, sembra, una varietà mai vista prima di veicoli, unità e relative varianti.

 

Fonte delle immagini - Dawn of War IV di King Art Games, su Steam

Fonte delle immagini – Dawn of War IV di King Art Games, su Steam

Gli Space Marines sono forse l’esercito-icona del 40k e il più famoso simbolo dell’Imperium dell’Uomo.

In DoW4 si muovono con tutto il peso dell’armatura, prendono posizione in copertura e scatenano un fuoco disciplinato e letale. In molti adattamenti videoludici del 40k rappresentano la fazione “di base”. Versatile, resistente e molto ben armata, è la più semplice da capire e giocare, e la più indulgente coi principianti.

 

Fonte delle immagini - Dawn of War IV di King Art Games, su Steam

Fonte delle immagini – Dawn of War IV di King Art Games, su Steam

Gli Orki sono alieni muscolosi con pelle verde e denti aguzzi…

Estremamente aggressivi (anche tra di loro), sono presenti quasi ovunque nella galassia del 40k. Incarnano quella dimensione a tratti ridicola di cui parlavo prima, con nomi volutamente sgrammaticati, armi “giocattolose”, coloratissime e improbabili. Per superare il loro aspetto esagerato e buffo, gli orki devono presentarsi nel gameplay come uno dei migliori eserciti in corpo a corpo. Se li sostiene il numero, gli orki formano un inarrestabile tsunami di violenza verde.

 

Fonte delle immagini - Dawn of War IV di King Art Games, su Steam

Fonte delle immagini – Dawn of War IV di King Art Games, su Steam

Esponenti di un antichissimo impero perduto, i Necron hanno lasciato i loro corpi organici per trasferirsi in macchine “eterne e immortali” e recuperare un giorno il dominio sulla galassia.

Solo gli aristocratici hanno personalità e reminiscenze della loro vita precedente, quando escono dalle loro “tombe”. I semplici soldati sono ridotti a macchine di morte efficienti. Fedeli al loro look da Terminator, i Necron sono molto difficili da uccidere. Inoltre, con i loro poteri da “cyber-negromanti”, i loro leader possono riattivare i caduti per farli combattere ancora.

 

Fonte delle immagini - Dawn of War IV di King Art Games, su Steam

Fonte delle immagini – Dawn of War IV di King Art Games, su Steam

L’Adeptus Mechanicus è una scelta sorprendente per Dawn of War IV.

Alleati dell’Imperium (e anche loro in rosso), i sacerdoti del Dio-Macchina questa volta scendono in campo come protagonisti. I tecno-preti sono la più completa fazione cyborg del 40k, sempre alla ricerca dei modi migliori per “migliorare” l’umile carne umana. Il Mechanicus schiera i suoi reggimenti di Skitarii (truppe cibernetiche con stravaganti armi a energia), automi da guerra, e violenti cyborg usciti dal mix inquietante di uomo e macchina.

Il controllo sui punti strategici della mappa fornirà risorse necessarie a ricerca, upgrade e produzione delle unità in una base sempre più grande.

I quattro eserciti si scontreranno tra i variegati paesaggi del pianeta Kronus, già protagonista dell’espansione Dark Crusade del primo Dawn of War. Del glorioso antenato si vuole inoltre conservare la scala delle battaglie, che coinvolgeranno truppe e veicoli in gran numero. Secondo gli sviluppatori, un nuovo sistema distruggerà dinamicamente edifici e terreno.

Si spera che Dawn of War IV sappia mantenere le grandi promesse, inclusa quella di uscire come prodotto completo entro l’anno prossimo. Ne seguirò gli sviluppi e in attesa di nuovi dettagli, vi lascio con i link ai trailer su YouTube.

Trailer in-engine “Back to War”

Trailer Ufficiale di Annuncio di Dawn of War IV

 

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About Francesco Pellegrini

Mi chiamo Francesco Pellegrini e da anni opero come scrittore e autore di articoli; in precedenza ho collaborato con i siti Corrienerd.it e Mentinfuga.com. Il mio obiettivo con storiegames.it è di intrattenere e informare, sui due settori che mi stanno più a cuore: Storia e Cultura, e Videogiochi. Per entrambi coltivo una passione e un interesse di lunga data, che hanno influenzato il mio pensiero e la mia scrittura. Vi saluto e vi do appuntamento al prossimo articolo!

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